Il Teatro tra poetica e cura

Il Laboratorio Teatrale Permanente del Centro Amazzone abita lo spazio del MigraTeatro, un luogo che è al contempo realtà fisica — nell'ex Convento dello Spirito Santo — e manifesto vivente di un modo radicale di pensare e agire la scena. In questo contesto, la pratica teatrale assume funzione poetica: la malattia non è un obiettivo terapeutico da perseguire, ma è memoria, traccia seppure dolorosa che nutre la creazione artistica. Il territorio creativo è quello del Mito e della Drammaturgia Classica Greca, intesi come spazi poetici di cura dove l'esistenza, colpita da crisi o disagio, viene letteralmente rimessa in "poesia". Questo processo compie un atto politico e umano fondamentale, spostando la dimensione della salute dalla sfera puramente medica a quella estetica.
Col passare del tempo, l'identità del Teatro Studio (il gruppo umano) e dello spazio MigraTeatro (il luogo fisico) hanno finito per fondersi indissolubilmente, arrivando a significare lo stesso, profondo percorso teatrale. Lo spazio non è dunque solo una scenografia, ma parte integrante del processo di trasformazione.
Il Teatro Studio Attrice/Non non è semplicemente una compagnia teatrale, ma un organismo vivente nato e consolidatosi lungo gli anni di attività del Progetto Amazzone. Agisce come un gruppo di ricerca permanente e rigoroso, volto a interrogare il ruolo del Teatro non solo all'interno del Progetto, ma in rapporto diretto con la posizione che l'arte drammatica occupa in una società profondamente segnata dalla crisi.
La compagnia si distingue per una composizione straordinariamente variegata, capace di mettere insieme donne sane e pazienti, giovani, artisti e artiste, professioniste di diversi settori. È proprio da questa mescolanza di vissuti che scaturisce l'identità del nome Attrice/Non: un manifesto che integra professionismo e non professionismo per promuovere una visione rivoluzionaria della pratica teatrale. In questo approccio, al centro della creazione non vi è la tecnica esclusiva, ma la materia umana nella sua interezza e autenticità.
L'attività, basata su un metodo di Laboratorio continuativo, ha permesso al Teatro Studio di costruire un'identità culturale unica nel panorama del sistema nazionale, dove la storia della compagnia diventa memoria collettiva e artistica.

Il Metodo e la Ricerca dell'IO MITICO

La costituzione del gruppo avviene secondo un programma annuale strutturato, che ruota attorno a un tema scelto per la sua duplice, inscindibile valenza: sociale e poetica. La finalità di questo cammino va oltre l'estetica: si tratta di acquisire — al di fuori della logica limitante delle categorie (sani-ammalati, ricchi-poveri) — una sensibilità di cura delle radici umane della persona. La pratica teatrale si ispira alla ricerca dell'IO MITICO, inteso come:
● Dimensione Unica: La ricerca della parte mitica della persona, capace di trasformarsi in racconto e nuovo rapporto con il mondo.
● Resistenza Culturale: Un'identità che si contrappone alle sovrastrutture della cultura e del pensiero dominante, di cui purtroppo fa parte anche la stigmatizzazione della malattia.
● Funzione di Cura: L'Io Mitico assume una funzione di cura nel senso più alto e umanistico del termine, dove l'arte diventa lo strumento per ricomporre l'integrità dell'individuo.

Fare Utopia: Un Nuovo Tempo per l'Umano

In questo spazio, il teatro contamina le molteplici condizioni dell'Umano per FARE UTOPIA. Non si tratta di un concetto astratto, ma del terreno concreto in cui ogni partecipante radica le proprie azioni e la scena del presente. Il teatro riprogetta l'avventura umana, rimettendo in moto le antiche tensioni conflittuali del teatro d'origine per decifrare quelle della società contemporanea e del corpo.
FARE UTOPIA è una posizione politica e poetica che rifiuta i metodi tradizionali di produzione e i principi di gestione economica dei teatri pubblici. Questa linea condivide un metodo di ricerca dove l'elemento primario è il TEMPO: non il tempo scandito dall'orologio, ma quello dei processi naturali, della maturazione del frutto e dell'elaborazione della materia umana necessaria a generare un nuovo "mondo". È un antidoto contro l'impoverimento del consumismo globale, un atto che aggrega energie interdisciplinari e drammaturgie fuori dal commercio per riportare l'arte alla sua funzione di guida della società.

Una Poetica di Cura Libera e Permanente

Sotto la guida di Lina Prosa, che dirige l'area teatro del Centro Amazzone e ne segue la progettualità permanente, il Teatro Studio rivendica con forza la priorità del processo creativo rispetto a quello produttivo.
Questa scelta radicale libera il teatro dai vincoli di mercato e dagli orientamenti del "profitto", rendendolo uno spazio di pura ricerca. Lina Prosa costruisce così una "via d'uscita" per il teatro stesso, sottraendolo alle maglie di una crisi contemporanea che lo allontana sempre più dalle tensioni umane originarie. Opere e visioni come "Troiane al Muro" o "Donne che camminano sul suolo aspro" diventano testimonianza di questa missione: la discesa dell'Eternità nel quotidiano di un quartiere come il Capo, dove la scena si fa cura, storia e futuro.

Manifesto MigraTeatro

Come dono finale a chi ha attraversato queste riflessioni, lasciamo le parole del Manifesto MigraTeatro, respiro e anima di tutto il nostro fare.

MigraTeatro, il teatro che fa movimento
C'è un posto che fa teatro con l'onda,
fa largo agli occhi,
fa vedere il fondo...

MigraTeatro
continua le vibrazioni
trasformate in spinta per nuove partenze e approdi,
altro andare per mare e drammaturgie libere,
prolungare il tempo del già vissuto,
fare memoria... ritentare...

MigraTeatro
è un modo di pensare e vivere il teatro.
Contiene e propone spostamenti, movimenti,
ondeggiamenti, ripensamenti, attraversamenti,
differimenti, dislocamenti, tutto ciò che
appartiene al cambiamento
di posizione, geografico, culturale, fisico,
al migrare dei corpi e delle lingue,
al nomadismo e all'ulteriore ricerca di
ricovero sotto le stelle...

MigraTeatro è paesaggio del mondo invisibile...
MigraTeatro è un orientamento teatrale,
guarda, ascolta,
agisce, parla,
grida, vaga liberamente in mare aperto,
accompagna i corpi attoriali come i delfini
accompagnano le barche...

MigraTeatro è in sé
spirito libero drammaturgico...

MigraTeatro
è spazio aperto a chi è vicino e a chi è lontano.