Progetto Amazzone: Mito, Scienza e Teatro

Le Origini e la Visione

Il Progetto Amazzone nasce a Palermo nel 1996 da un’intuizione di Anna Barbera e Lina Prosa. L’iniziativa ha preso vita con la prima edizione delle Giornate Internazionali Biennali, inaugurando un percorso pionieristico sostenuto sin dal suo esordio dal Comune di Palermo e dall’Ospedale Civico.

Il Progetto propone una visione radicalmente innovativa dell'esperienza del cancro al seno: la malattia non viene considerata esclusivamente come un evento clinico, ma come una complessa esperienza umana, culturale e simbolica. Ispirandosi alla lezione del teatro greco antico, il Progetto opera per ricomporre l'integrità della persona e la coesione della comunità, interpretando la malattia non come una frattura insanabile, ma come un momento di profonda trasformazione e passaggio di conoscenza.

Il Triangolo del Pensiero: Mito, Scienza, Teatro

L’identità del Progetto si sviluppa lungo l’intersezione di tre dimensioni fondamentali, intese come strumenti complementari di ricerca e consapevolezza:

Il Mito: per rintracciare le radici arcaiche dell’esperienza umana e ristabilire un contatto con le origini del senso.
La Scienza: per favorire un dialogo costante tra ricerca d'avanguardia, protocolli di cura e partecipazione attiva del paziente.
Il Teatro: per restituire al corpo — anche quando segnato dalla ferita — la sua dignità di veicolo di comunicazione, narrazione e relazione con il mondo.

Questi ambiti non operano in isolamento, ma convergono nella creazione di un linguaggio nuovo, capace di armonizzare il rigore del sapere scientifico con la profondità della coscienza culturale.

Il Simbolo dell’Amazzone

La figura guida del progetto è l’Amazzone, la guerriera mitica che scelse di sacrificare un seno per eccellere nel combattimento. Nella rielaborazione di Barbera e Prosa, l’Amazzone assurge a metafora universale di sintesi tra utopia e coraggio: un corpo che non si arrende al limite, ma si trasforma in progetto di vita.

Il Progetto Amazzone offre questo simbolo alla società e a tutte le donne, ponendo l'accento sull'unità inscindibile tra mente e corpo. L’esperienza del cancro viene così sottratta al pregiudizio della pura "emergenza medica" per essere restituita alla sua specificità simbolica. In questo contesto, il percorso di cura diventa una storia personale di evoluzione e attraversamento, garantendo la continuità del pensiero e della vita relazionale.

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La Guarigione come Processo Creativo

Psicologia, medicina, antropologia e discipline artistiche collaborano in un unico campo d’azione. Il cuore della nostra missione è l’idea di guarigione come processo: non un semplice ritorno alla "normalità" preesistente, ma una maturazione consapevole attraverso la diversità.

Lavoriamo per scardinare i modelli culturali e le sovrastrutture sociali che spesso gravano sulla persona più della malattia stessa, aprendo nuovi spazi di consapevolezza individuale e collettiva e ridefinendo il modo di stare al mondo.

L'Inno delle Amazzoni

A coronamento di questo percorso di resistenza e bellezza, vi invitiamo ad ascoltare il nostro inno, "Siamo qui", un canto che dà voce alla nostra forza e alla nostra presenza.