Edipo e la necessità di esserci

Questa seconda edizione di “Scena Segesta Festival” è dedicata all’Edipo di Sofocle.
Una scelta strategica, in senso poetico, capace di tessere memoria e presente, drammaturgia classica e sguardo contemporaneo. Molteplici iniziative sceniche si diramano dall’“Edipo Re” come traiettorie di una sorgente che tocca il presente nella sua perenne ricerca di senso della vita, del suo rapporto con la natura e col destino. Quale esperienza più adatta del presente così “contagiato” e in profonda crisi, per riattraversare il teatro alle sue radici?
La tragedia di Edipo riporta immediatamente a noi: la peste e la pandemia da Covid, la ricerca della colpa individuale di una catastrofe collettiva, l’esperienza umana della separazione, le variazioni culturali della cognizione del caso o del destino.
In questa direzione, performances, studi scenici, lezioni-laboratorio, passeggiate naturalistiche, interventi musicali, si incrociano tra il Teatro Antico di Segesta, il Tempio, l’ex Convento San Francesco con gli spazi del Centro Abitato e la Campagna Segestana. Due momenti fanno già storia nel programma: i Sopralluoghi drammaturgici, già attivi la scorsa edizione e la trilogia scenica “Enigma. Io, la tua sfinge”, “Edipo Re-Inventario uno e due”, “Giocasta Flash”, nata dalla costola del progetto di studio e ricerca “Generazione Edipo”, promosso da Arlenika-Centro Amazzone, Palermo e da Lelabo di Losanna, sostenuto dalla Fondazione “MPAP61 Michelle et Philippe Audemars-Piguet”.
Il ritorno del Festival, grazie alla volontà del Commissario Straordinario del Comune, segna oggi una presenza di necessità, politicamente importante nel territorio segestano e nell’inquieto panorama internazionale di ripartenza sociale e teatrale. Con la sua specificità derivante dal progetto “Scena Segesta – Laboratorio Internazionale di Drammaturgia Classica e Creazione Contemporanea”, nato nel 2019 grazie all’allora Amministrazione Comunale, il Festival, si propone nel panorama generale come spazio di discussione, riflessione e creazione all’aperto, narrazione ininterrotta di memoria, pietra, natura, cielo, paesaggio. In questa direzione ci dà forza quest’anno il Patrocinio della Regione Siciliana e dell’Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana e la collaborazione del Parco Archeologico di Segesta. / L.P.

Informazioni tel. 379.1242605
Prenotazioni obbligatorie online con accesso gratuito:

Download del
Programma Scena Segesta Festival 2021

Download della
Locandina Scena Segesta Festival 2021

• la Repubblica – 6 luglio 2021
Edipo, tragedi contemporanea, al centro del “Segesta scaena festival” di Paola Pottino

• Trapani Oggi – 30 giugno 2021
Scena Segesta Festival

• Le Vie dei Tesori – 6 luglio 2021
Edipo dalla peste alla pandemia: si torna in scena a Segesta di Guido Fiorito

• Pagina Facebook “Scena Segesta”

• TGS – Massimo Pullara – 6 marzo 2021 – Vaccini anti Covid, il Centro Amazzone di Palermo: “Priorità alle donne malate di cancro”.

• la Repubblica – 6 marzo 2021 – Il Centro Amazzone: “Vaccini anti Covid alle persone malate di cancro”.
“Siamo perfettamente consapevoli che esiste un’emergenza dentro l’emergenza che non può più essere ignorata”, ha detto il presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando

Fatto!
Abbiamo il progetto pronto per Esserci.

Ha una certa idea di teatro, un certo atteggiamento riflessivo, una certa predilezione a moltiplicare le aperture.

Avete capito di che si tratta?

Appuntamento a lunedì 15 febbraio.

 credit: Giorgio De Chirico, Edipo e la Sfinge, 1968.

Ricordiamo che in ottemperanza alle disposizioni per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, la sede è chiusa, ma siamo sempre raggiungibili tutte le mattine tranne sabato e domenica per informazioni e consigli al cell. 350.0342349

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GENERAZIONE EDIPO / 2021
Un progetto di studio, di ricerca e creazione su Edipo e sulle connessioni con il presente.

Palermo – Losanna – Segesta

Il teatro è sempre contemporaneo, anche se per alzare il sipario a volte ha bisogno di testi antichi, come “Edipo Re” di Sofocle. Il Mito e il Teatro Classico costituiscono il codice universale per interpretare, cercare di capire il presente, specialmente se questo si ritrova in crisi profonda fino a perdere la sua radice umana e la centralità del corpo quale fabbrica dei linguaggi. Ogni volta che si ripete la modalità teatrale “classico-contemporaneo” è per parlare del presente e del pubblico, per interrogare il nostro tempo e non il passato. È questo l’obiettivo del progetto “Generazione Edipo”, con una attenzione particolare alle giovani generazioni del palcoscenico e della platea (attori e pubblico).

Mentre stiamo per progettare il futuro prossimo, siamo in piena pandemia, ovvero ci ritroviamo nelle stesse condizioni che viveva la città di Tebe, colpita dalla peste, mentre era re Edipo. La figura mitica di Edipo ha da sempre attraversato le grandi questioni legate soprattutto all’azione umana, ai suoi perché, al suo destino stretto tra caso e fato. Sappiamo come sia entrato nel linguaggio psicanalitico diventando chiave di indagine, ma anche di visione, di un mondo oscuro come l’inconscio. Nel progetto “Generazione Edipo” ciò che è oscuro è il nostro tempo, reso opaco dai confinamenti sanitari, dalla rottura delle relazioni sociali in cui l’“altro” è portatore di contagio. Lo stesso vale per il teatro dove è lo spettatore l’altro da cui distanziarsi, difendersi.

È evidente il collegamento tra l’attuale esperienza pandemica e il contesto pestilenziale in cui il re di Tebe ricerca le cause di una catastrofe umana e sociale senza mettere in conto che è lui stesso la causa del male.
L’appello alla responsabilità personale è la connessione principale tra mondo antico e mondo moderno.

Significato e articolazione del programma

Il progetto nasce da una collaborazione tra Arlenika – Centro Amazzone di Palermo e l’AsKéné-LeLabò di Losanna.
Tale collaborazione ha già prodotto in diversi anni una trama di relazioni umane ed artistiche, importante per intraprendere un percorso di studio in cui senso estetico e umanità vanno di pari passo, come in “Generazione Edipo”.

Il progetto per il 2021 è improntato ad una grande fase di ricerca, di studio, e di preparazione ad una auspicabile messa in scena nel 2022.
Tale fase si sviluppa su due piani di lavoro:

A — Generazione Edipo / L’Umanità in ginocchio
B — Generazione Edipo / Verso la scena

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Generazione Edipo / L’Umanità in ginocchio

seminari, dibattiti, laboratori

Il programma “Generazione Edipo / L’Umanità in ginocchio” riflette in maniera interdisciplinare sulle connessioni culturali e sociali tra il presente oppresso dalla pandemia da Covid e le vicende traumatiche del destino di Edipo legate alla peste di Tebe.
A tal fine il programma prevede dei seminari e dei dibattiti sulla storia umana e sui suoi passaggi critici, con la partecipazione di un esperto di drammaturgia antica, un antropologo, un infettivologo, un oncologo, un fisico ambientale.
A fare da terreno di attraversamento delle questioni sopra affrontate è un lungo laboratorio di danza Enigma, la parola trafigge il corpo, con la partecipazione di attori non professionisti. Il laboratorio indagherà sul rapporto tra il corpo e la parola, quale strumento di conciliazione o di annientamento nelle relazioni umane e artistiche.
Due giornate di studio “Drammaturgie della crisi” indagheranno sul ruolo della scrittura teatrale nella comprensione e trasformazione del limite nella crisi contemporanea.

PALERMO / CENTRO AMAZZONE / SALA MIGRATEATRO

Lunedì 15 febbraio 2021, ore 10.30
Edipo, una traversata.
• avvio del percorso progettuale
• a cura di Lina Prosa

Marzo – Aprile
Edipo, una lezione.
• lezione magistrale di Anna Beltrametti, Drammaturgia Antica, Università di Pavia

Venerdì 12 Marzo
Il Corpo e la Città Infetta.
• con un antropologo / uno psicanalista / un esperto di malattie infettive
• a cura di Anna Barbera e Marina Turco

Venerdì 19 Marzo
Salute-ambiente-clima / chi causa la catastrofe?
• con un esperto di etica ambientale, un oncologo, un drammaturgo
• a cura di Anna Barbera e Marina Turco

Lunedì 1 Marzo, ore 10.30 (marzo – aprile – maggio)
Enigma / La parola trafigge il corpo.
• laboratorio di danza con Silvia Giuffrè
• interventi drammaturgici di Lina Prosa

Sabato 24 e Domenica 25 Aprile
Drammaturgie della crisi.
• due giornate di studio e riflessione sulla funzione del teatro e della drammaturgia nella realtà contemporanea
• con Tino Caspanello (Messina), Turi Zinna (Catania), Cinzia Muscolino (Messina), Rino Marino (Castevetrano), Simone Audemars (Losanna), Lina Prosa (Palermo) e rappresentanti delle istituzioni teatrali
• con la partecipazione di “Write Dramaturgy”, “Arcipelago Sicilia”, l’Asckéné – LeLabò

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Generazione Edipo / Verso la Scena

ClassicoContemporaneo
ateliers, performance, seminari

Il programma “Generazione Edipo / Verso la scena” comprende quattro ateliers dedicati al rapporto tra Classico e Contemporaneo, con riferimento a due testi: Edipo Re di Sofocle, Giocasta Flash di Lina Prosa. Gli ateliers, con la presenza di un regista, un drammaturgo e sei attori professionisti, realizzeranno intorno ai testi un “Cantiere Poetico” situato in tre luoghi di elaborazione e creazione: Palermo, Losanna, Segesta (teatro antico).
Il cantiere mette a fuoco le molteplici connessioni tra narrazione drammaturgica e attualità, nella figura di Edipo, alla ricerca di una pratica attoriale fuori da modelli di produzione e fruizione, inadeguati alla realtà di oggi, che la stessa crisi pandemica ha rivelato, nonostante la chiusura dei teatri sia apparsa alla maggioranza il male principale. E infine alla ricerca di un senso del teatro nella comunità e della funzione dell’artista nella società.
Alcuni momenti degli ateliers saranno condivisi con un ristretto pubblico di interessati.

PALERMO / CENTRO AMAZZONE / SALA MIGRATEATRO

ATELIER 1: dal 13 al 24 aprile
Edipo Re di Sofocle
• percorso teatrale a cura di Simone Audemars
• collaborazione drammaturgica di Lina Prosa
• gli attori Aurora Falcone (Palermo), Valerio Strati (Palermo), Alba Sofia Vella (Palermo), Federico Lima Roque (Roma), Aurora Miriam Scala (Palermo)

ATELIER 2: Sabato 24 aprile
Edipo Re di Sofocle
interazione con un gruppo di studenti delle Scuole superiori

LOSANNA / LE LABÒ

ATELIER 3: dal 10 al 24 maggio
Edipo Re + Giocasta Flash
• a cura di Simone Audemars e Lina Prosa
• con gli attori dell’Atelier di Palermo e con Helene Firla (Giocasta Flash)

ATELIER 2: Lunedì 24 maggio
interazione del gruppo di Palermo con gli studenti di Scuole di teatro o Università

PALERMO – SEGESTA / CENTRO AMAZZONE

ATELIER 4: dal 15 al 23 Giugno
Edipo Re + Giocasta Flash
• con gli attori dell’Atelier di Palermo e con Helene Firla (Giocasta Flash)
• sopralluoghi drammaturgici al teatro antico di Segesta
con l’inclusione di un pubblico spontaneo

• la Repubblica – 25 febbraio 2021 – Palermo, Generazione Edipo: il Centro Amazzone riapre le porte
Il Centro Amazzone di Palermo riparte da Edipo con un progetto di studio, ricerca e creazione che ha lo sguardo rivolto al presente

Scarica il programma completo
in PDF
 del Progetto  Generazione Edipo 3/2021

• la Repubblica – 25 febbraio 2021 – Palermo, Generazione Edipo: il Centro Amazzone riapre le porte
Il Centro Amazzone di Palermo riparte da Edipo con un progetto di studio, ricerca e creazione che ha lo sguardo rivolto al presente.

Sono almeno 200 mila i pazienti che devono tornare in ospedale per visite e controlli.

 

Sono almeno 200 mila i pazienti oncologici che con l’allentamento del ‘lockdown’ e l’avvio della fase 2, devono tornare in ospedale per visite di controllo e accertamenti diagnostici. Numerosi pazienti si sono rivolti a Fondazione Aiom per ricevere informazioni, anche attraverso il sito e i canali social: il timore del rischio di contagio nelle strutture sanitarie è la domanda più frequente.
E a questo dubbio Fondazione Aiom è stata chiamata a fornire risposte, chiedendo quindi alle Istituzioni di adottare un decalogo di regole per garantire la ripresa in sicurezza di esami, visite e trattamenti antitumorali anche durante la fase 2.

 “Fino a ora – spiega la presidente Stefania Gori, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica all’IRCCS Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar – come Fondazione Aiom abbiamo invitato i pazienti e i caregivers a seguire le regole comportamentali dettate dal Ministero della Salute per evitare il contagio da nuovo Coronavirus.
Oggi la situazione sta, anche se lentamente, volgendo alla normalità e per le persone con tumore è indispensabile tornare a seguire le cure in ospedale in totale sicurezza. Deve essere ridotto al minimo il rischio di contagio e devono quindi essere mantenute le stesse procedure e regole previste nella fase 1.
Un paziente con tumore e test positivo per nuovo Coronavirus (tampone naso-faringeo) oppure con malattia Covid-19 non può infatti continuare il trattamento antitumorale. Ecco perché abbiamo lanciato un appello alle Istituzioni affinché facciano proprie le indicazioni del Decalogo predisposto da Fondazione Aiom insieme a molte Associazioni pazienti”.

1 – Percorsi differenziati per i pazienti oncologici rispetto ai pazienti affetti da COVID-19 negli ospedali in cui sono presenti sia reparti COVID che reparti/strutture oncologiche: questo significa anche sale operatorie e sale di diagnostica separate per pazienti positivi al test SARS-CoV-2.

2 – Personale sanitario dedicato ai pazienti con cancro, evitando che medici e infermieri utilizzati nei reparti COVID siano al contempo utilizzati anche nei reparti oncologici.

3 – Sorveglianza del personale sanitario. Effettuazione periodica, negli asintomatici, del tampone naso-faringeo per test SARS-CoV-2.

4 – Effettuazione del triage agli operatori sanitari prima dell’inizio di ogni turno lavorativo.

5 – Disponibilità dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) necessari a tutto il personale sanitario e non sanitario.

6 – Effettuazione del tampone naso-faringeo a tutti i pazienti oncologici prima del ricovero nelle degenze oncologiche per far sì che vengano ricoverati in questi Reparti solo i pazienti SARS-CoV-2-negativi.

7 – In assenza di particolari necessità, vietare le visite ai pazienti ricoverati nelle degenze oncologiche.

8 – Effettuare il triage a ogni paziente oncologico ambulatoriale: solo i pazienti asintomatici e senza conviventi SARS-CoV-2-positivi sono ammessi in Day Hospital/Ambulatorio.

9 – Vietare la presenza di familiari o accompagnatori nelle sale di attesa dei Day Hospital/ambulatori oncologici, se non strettamente necessario per motivi assistenziali,

10 – Attivazione di sostegno psicologico attraverso modalità telefoniche o telematiche.

Garantire strutture oncologiche COVID-free è un modo per evitare ai pazienti con cancro di poter essere contagiati in ambiente ospedaliero, l’ambiente in cui ogni giorno si recano per curare il loro tumore.

Scarica il programma completo in PDF del Progetto
Decalogo Aiom

 Viaggio da
corso Alberto Amedeo a via dello Spirito Santo

Palermo, lunedì 11 gennaio 2016, ore 11

Nota di partenza. Non stiamo lasciando la sede del villino Basile perché la fine è arrivata. Ma perché secondo la filosofia del Progetto Amazzone bisogna sapere valutare e affrontare il momento opportuno in cui il viaggio ha bisogno di una nuova stazione.

Siamo state qui 16 anni, qui dove Ernesto Basile nel 1903 ha progettato, la prima volta in assoluto, uno spazio di cura dedicato ad una patologia, la tubercolosi. Ne abbiamo colto la luce e l’aria in questo piano basso segnato da 35 finestre. Lo abbiamo fatto lanciando la sfida ad una cultura della malattia impossibile ad essere interpretata e gestita soltanto dalla Medicina ed abbiamo fatto incontrare qui, i saperi scientifici ed umanistici provenienti dal Mito, dalla Scienza, dal Teatro. Qui abbiamo parlato di corpo, di utopia, di cielo, di mare, di clorofilla, di fiori, di psiche, di miti, di dolore e di teatro, abbiamo ascoltato le voci di Antigone, Cassandra, di Ulisse, tra i mormorii delle cellule, dei Geni, di parole come radioterapia, chemioterapia, metastasi.

Tra queste voci c’era anche quella del nostro Argo.

Qui abbiamo parlato di vita e di morte, abbiamo cantato.

Ci siamo sottratte all’insidia della “felicità” di un sistema di oppressione esterno come il consumismo e al gioco estenuante dei rapporti di potere.

Qui arte e malattia hanno ripreso insieme le radici del disagio dell’esistenza e della fragilità umana. Abbiamo lavorato al cambiamento con la pazienza e l’amore dell’artigiano sapendo che il grido, seppure abbia effetto miracoloso in questa nostra società, svuota il corpo se non viene da una richiesta antica: farsi ascoltare e raccontare. Senza racconto non c’è creatura precaria, debole, indifesa che possa aspirare ai diritti che le spettano e quindi fare parte del mondo. Crediamo che in fondo qui abbiamo tanto lavorato per far sì che il mondo apparisse nuovamente a chi credeva di averlo perduto.

Abbiamo qui pronunciato tanto la parola donna, non solo perché noi siamo donne e noi venute da noi migliaia di donne.

Nel cancro al seno c’è una questione culturale che deriva dalla nostra appartenenza alla civiltà mediterranea la cui mitologia supera i confini e il tempo. E in ciò coinvolge gli uomini, in quanto produttori di storia sì, ma anche come ammalati clandestini quando anche loro colpiti da cancro al seno hanno trovato riparo al Centro Amazzone.

Abbiamo santificato il mito dell’Amazzone non per quello che significa nella mentalità comune, ma per quello che nel profondo significa, per l’esempio straordinario di donna-guerriera giunto a noi, capace di usare il corpo come arma di cambiamento del destino. Nel soffio di questo mito siamo arrivate fino in Brasile, dove vive il gemello del Centro di Palermo che abbiamo creato andando incontro alle Amazzoni di oggi, alle donne strappate alle tribù della Foresta Amazzonica. E qui, nel giardino, resta seminato un seme di quella Foresta che abbiamo raccolto “clandestinamente” con le nostre mani e che lasciamo qui a protezione del diritto alla qualità umana di chiunque sia poggiato, per nascita, sul pianeta terra.

Qui giorno per giorno, anche d’agosto e feste comprese, non abbiamo mai tagliato il filo con il “mito” e soprattutto molte giovani dall’età non compresa nel formulario ministeriale hanno trovato diritto alla parola e asilo per la difesa del corpo dalla paura della morte.

Questo e tanto altro che può essere ancora detto, non può stare chiuso in una valigia e trasportato come un bene qualunque.

Tutto questo va ricreato ogni momento, ad ogni passo: niente di tutto ciò che qui abbiamo fatto ed evocato può dirsi concluso.

La cura della cultura e la cultura della cura vanno di pari passo col vissuto.

Infatti la ragione intrinseca al Centro Amazzone è esclusivamente progettuale e non è contemplabile nella forma di archivio.

Partiamo da qui perché l’attuale nostra stazione di corso Alberto Amedeo, ha bisogno di cure radicali e ci dispiace non poterlo fare proprio noi perchè non disponiamo più dei mezzi economici per farlo. Ci dispiace non poterlo fare allo stesso modo in cui l’abbiamo fatto in occasione dell’esondazione del Papireto presidiando giorno e notte l’accesso al fiume recluso tra le mura di recinzione interna dell’edificio.

Abbiamo resistito per tanti inverni, abbiamo cercato di sostenere l’attività finchè è stato possibile, anche se nessuno ha mai voluto credere che i fondi economici siano stati la parte più debole, infinitamente debole, diremmo irrisoria, del percorso del Centro Amazzone.

Quale sarà la nuova stazione?

Non lo sappiamo e non possiamo saperlo ora, proprio perché le stazioni non si trovano ma si costruiscono con il viaggio.

Vogliamo farlo insieme a tutti quelli che in un modo o nell’altro sono stati con noi dentro o fuori il Centro Amazzone, compreso gli amici che ci seguono dall’Europa, dal Brasile e dagli Stati Uniti e in particolare dal “Memorial Sloan Kettering Cancer Center” di New York dove continua la nostra storia attraverso il dipartimento d’avanguardia di Medicina Alternativa, ispirato al Progetto Amazzone.

Però diciamo ai nostri compagni di viaggio: attenzione, niente continuerà se non con lo spirito e con i presupposti di ciò che è stato fatto.

Grazie a tutti. Anna e Lina

Visite e consulenze

Visite senologiche, consulenza sull’alimentazione e lo stile di vita, consulenza psicologica e supporto alle pazienti sono servizi offerti al pubblico durante l’intero anno. Si svolgono esclusivamente visite senologiche, non mammografie ed ecografie, ma saremo felici di aiutarvi ad effettuare le prenotazioni.


Il tuo cinque per mille

Un piccolo impegno, per grandi risultati. Abbiamo aiutato migliaia di donne nella lotta contro il cancro al seno. Abbiamo bisogno del tuo aiuto per continuare. Sostienici con il 5 per mille! Basta inserire nell’apposita casella della dichiarazione dei redditi il codice fiscale del Centro Amazzone:
0 4 2 4 0 7 2 0 8 2 3

Grazie di cuore!

Le attività permanenti del Centro Amazzone
Il Centro Amazzone: la casa della salute delle donne (in via dello Spirito Santo al Monte di Pietà al Capo).

Tutte le donne hanno la possibilità di effettuare la visita senologica gratuita, di avere la consulenza sull’alimentazione e lo stile di vita, ma anche quella psicologica per la paziente e le famiglia. Poi anche informazione sui rischi ambientali, incontri medico-paziente e laboratori teatrali per pazienti e non.
Una prenotazione unica per più opportunità
– visita senologica;
– accesso agli esami e controllo dei referti diagnostici (mammografia, ecografia, esami di sangue…);
– consulenza sull’alimentazione e lo stile di vita;
– consulenza psicologica;
– informazione sui rischi ambientali;
– incontri medico-paziente;
– laboratori di coscienza corporea.
La pratica della prevenzione è un esercizio giornaliero fatto di scelte ponderate e responsabili che riguarda più fattori. Per questo il programma di prevenzione del Centro Amazzone coniuga insieme la diagnosi precoce con la prevenzione primaria.
La visita senologica non ha solo l’obiettivo della mammografia ma è il mattone fondamentale della prevenzione. Si tratta di scegliere il senologo e di stabilire un dialogo con lui (lei) indispensabile a condurre il calendario annuale degli esami e degli incontri e costruire una storia personale di “cura di sé”.

Riproduci video

Il Centro Amazzone è “la Casa della Salute” dove la storia della donna viene registrata, aggiornata e seguita passo passo con la presenza di professionalità dedicate: dal senologo, all’esperto dell’alimentazione, allo psicologo, all’esperto dell’ambiente, al coordinatore delle attività di coscienza corporea e così via.
L’età consigliata per la prima mammografia, in generale, è di 40 anni laddove non ci sono sintomi, ma il programma di prevenzione del Centro non ha limite di età, dedicato anche alle giovani che non rientrano nelle prescrizioni del Sistema Sanitario Nazionale. Si sa come il tumore al seno sia diventato sempre più curabile ma il numero di casi è aumentato notevolmente: 50.000 secondo le stime AIOM 2017.
Altro fattore importante che va associato alla “visita senologica” è la questione alimentare che è centrale nelle scelte quotidiane specialmente di una donna, sia per sé stessa che per la famiglia. L’esperta del Centro Amazzone accompagna le donne in tali scelte sia nella prevenzione che nel percorso terapeutico. Il programma di prevenzione e di sostegno delle pazienti include la consulenza psicologica anche per la famiglia, che deve imparare a convivere con una paziente oncologica. Questo servizio fa parte del “Progetto Lea” ed è aperto a tutte le patologie oncologiche femminili.
Il ventaglio di opportunità di protezione dal cancro al seno contiene ancora un programma di strategie di difesa degli elementi nocivi alla salute provenienti dall’ambiente (casa, posto di lavoro, città, campagna …) e i laboratori teatrali in cui imparare ad ascoltare il proprio corpo, a conoscerne le risorse profonde e ad utilizzarle nei momenti di crisi.
Potete prenotare la vostra visita o una consulenza, chiamando i numeri: 091.7407357, 350.0342349 oppure al 347.7255485 dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 13.00.

Ringraziamo Maria Grazia Cucinotta per il suo sostegno alle Amazzoni!

 

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