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Dopo un intenso mese di giugno di quest’anno così speciale, il Centro Amazzone va in vacanza, ma resta attivo il recapito telefonico 350.0342349 per le prenotazioni delle consulenze e delle visite di settembre.
Abbiamo ripreso le nostre attività convenzionali, visite senologiche, consulenze psicologiche e sulla nutrizione e presentato «Focolaio», lo studio scenico che in autunno tornerà, viste le tante richieste.

E abbiamo lanciato il concorso di cucina “L’improvvisazione in cucina o l’arte culinaria degli avanzi”, che continuerà per tutta l’estate e si concluderà a fine settembre. Continuate a mandare le vostre ricette a centroamazzone@gmail.com: l’estate è il mese più adatto per riutilizzare gli avanzi con fantasia e creare ricette originali e gustose!

Da lunedì 6 luglio 2020 la sede sarà chiusa, ma restiamo in contatto.

Un saluto dalle amiche del Centro Amazzone!

FOCOLAIO
Il teatro in Residenza Sanitaria Anziani

Laboratorio/residenza sanitaria artistica (RSA) aperto alle donne in età a rischio da sessanta anni in sù.

Palermo, 29-30 Giugno 2020

Riproduci video

Da dove viene il Focolaio

Il progetto nasce il 3 giugno subito dopo il primo allentamento delle restrizioni anti-covid. Nasce con un gesto semplice, imprevisto, senza “preparazione”, né programmi o previsioni di sorta, ma con la “sorpresa” di rivedersi fisicamente, riabitare lo spazio MigraTeatro.
Nessun obbligo istituzionale o burocratico.
La natura stessa del Centro Amazzone e della pratica scenica all’interno del Centro, è di per sé opportunità “altra” per il teatro, in generale, ma specialmente in questo tempo in cui è stato ed è esposto ai danni della chiusura e del prolungamento in un sistema pre-covid stanco ed insufficiente a raccontare il presente dell’umanità.
La ripartenza teatrale avviene con un carico di riflessioni, emozioni, esperienze pandemiche trattate come materia drammaturgica, utili quindi alla trasformazione del presente in un progetto poetico.
Così in FOCOLAIO Il nucleo del percorso sviluppato in 7 incontri è il cuore tragico stesso della pandemia: la strage degli anziani nelle “Residenze Sanitarie Anziani”.
Nel primo studio scenico che qui presentiamo, è di scena quindi l’età media di 70 anni che coincide con quella stessa delle attrici facenti parte del “Teatro Studio Attrice/Non”, compagnia teatrale del Centro Amazzone.
Lo spazio drammaturgico è il luogo immobile della RSA. Qui il tempo sfiora i confini più fragili e meno consistenti della vita, attraverso l’uso del dialetto che dall’ironia porta al sorriso, al deragliamento di senso. La paralisi fisica si sovrappone a quella della vita. Ma la parola focolaio porta più di un senso. Non solo quello di centro di infezione, ma anche quello di centro di rivolta.
L’atto rivoltoso è conquistare una posizione all’impiedi. Riesce. Riesce anche in un momento in cui il mondo sta per essere portato con i camion alla discarica.

progetto e drammaturgia Lina Prosa

con Angela Aiola, Enza Curaci, Alessandra De Caro, Augusta Modica, Francesca Oliveri,
 Rosaria Pandolfo, Rosanna Romano, Rosalia Zangara

con la partecipazione di Mauro Sarandrea


spazio scenico Gabriella Malerba

collaborazione alla drammaturgia Alba Vella

n. 25 posti antiCovid disponibili ogni sera alle ore 18.00 con prenotazione obbligatoria a centroamazzone@gmail.com

Centro Amazzone – sala MigraTeatro
via dello Spirito Santo al Capo tel. 091.7407357

• La Repubblica, «Focolaio», 25 giugno 2020

C O N C O R S O
L’improvvisazione in cucina o l’arte culinaria degli avanzi.

Un concorso per le donne che amano cucinare ma che sono anche obbligate a farlo!

L’avanzo dei cibi nelle cucine di ogni casa è un argomento di grande attualità per le ripercussioni sociali, economiche e salutari di sempre, specialmente ora, in tempo di coronavirus.
Tali ripercussioni ci portano a riflettere su come i nostri comportamenti, se investiti di responsabilità  e sensibilità, attraverso una giusta informazione, possano andare più in là delle nostre case dove ci sentiamo sicuri e protetti.
Durante la pandemia, la cucina è tornata ad essere il centro propulsore della casa. La preparazione dei cibi è diventata attività di distrazione e animazione della famiglia al fine di superare la costrizione al confinamento e al ritrovarsi improvvisamente tutti insieme. Questa modalità di vita in emergenza si è espressa con la ipernutrizione e l’iper consumo dei cibi, influenti sulla salute e sull’economia familiare.

Quanto ne ha sofferto la salute?
Quanto cibo in più in questo periodo è finito nella spazzatura?

La fame nel mondo.
Nel mondo ci sono 800 milioni di persone, tra adulti e bambini, che muoiono di fame. Ebbene è riconosciuto dalla FAO che il cibo che noi buttiamo oggi nella spazzatura potrebbe nutrire, per 4 volte tanto, le persone che muoiono di fame.

L’ambiente.
Il consumismo e la mancanza di buon senso nella scelta dei prodotti alimentari porta all’abuso di prodotti fuori stagione, di carni e di prodotti ultra trasformati, all’accumulo dei cibi confezionati, anch’esso nocivo per l’ambiente (plastica, utilizzo eccessivo di carta e cartone, …). Tutto questo ed altro ancora sono la causa della morte lenta dell’ambiente in cui viviamo.

L’economia familiare e sostenibile.
Spesso andando al supermercato non ci si rende conto come l’attrazione fatale dell’esposizione seriale dell’industria dei prodotti, alimentari e non, influiscano sull’economia personale e familiare.
Ci si lascia prendere dal falso bisogno dell’abbondanza e dal conforto psicologico. Ci si dimentica di valutare il giusto rapporto tra bisogni e soddisfazione degli stessi.

Cosa fare?
Acquistiamo con responsabilità, rivalutiamo gli avanzi e reinseriamoli nel ciclo della nutrizione. Possiamo addirittura fare bene alla salute, alle nostre tasche, al pianeta e a chi muore di fame lontano da noi.

L’improvvisazione in cucina.
Questo concorso vuole quindi sensibilizzare e sollecitare le donne ad una corretta gestione dei piani alimentari quotidiani. Renderle partecipi al cambiamento auspicato con le piccole cose di ogni giorno che sembrano non contare nulla, ma sono fondamentali se portano un diverso grado di attenzione ai problemi attuali  della persona e dell’umanità.

Come avviene la raccolta delle ricette improvvisate.
Le partecipanti sono invitate ad inviare via e-mail i loro suggerimenti tenendo conto delle seguenti indicazioni che fanno parte delle azioni volte alla salvaguardia della salute dell’uomo e del pianeta Terra: 

  1. È obbligatorio usare degli avanzi per creare un nuovo piatto;
  2. Nelle ricette inviate vanno indicate le dosi e gli ingredienti che ovviamente dipendono dalla quantità di avanzi;
  3. No a olio di semi, margarina, burro, strutto, panna, maionese, insaccati e a carni lavorate e processate;
  4. No a zuccheri semplici e farine raffinate;
  5. Sì a olio extravergine di oliva;
  6. Sì a verdure e ortaggi di stagione, pesce, legumi e cereali integrali;
  7. Sì anche agli avanzi di carne e pollo (prediligere ricette vegetariane e pesce);
  8. Fare una foto del piatto preparato e inviarla al nostro indirizzo e-mail centroamazzone@gmail.com;
  9. Dare un nome alla ricetta;
  10. Nella ricetta devono essere indicate le generalità dell’autrice.

Le ricette che hanno osservato le indicazioni, al raggiungimento di 50 proposte, verranno pubblicate in un libretto apposito e ogni ricetta porterà la firma di chi l’ha creata. Il concorso resterà aperto fino al 30 settembre 2020. Dopo tale data una giuria di esperti proclamerà la ricetta vincente.

Aspettiamo le vostre “suggestioni”, buon lavoro!

Si ringrazia Marcella Brancaforte per aver concesso l’utilizzo dell’immagine
Atelier: Tuscania – via del Rivellino, 35 tel. 328.1822384 – 761.435064
http://marcellabrancaforte.blogspot.it
http://www.arciviterbo.it/librimmaginari/
http://librimmaginari.blogspot.it/  

Il 3 giugno 2020 riprendono le attività del Centro Amazzone.

Il virus ha fermato temporaneamente le attività, ma noi abbiamo approfittato di questo tempo “sospeso” per riflettere e cercare di capire come proiettare il Centro Amazzone oltre la pandemia e rivedere i nostri programmi in funzione dell’esperienza collettiva che intanto abbiamo vissuto.

Riprendiamo il nostro dialogo con voi, rimettendo a vostra disposizione i nostri servizi di base che saranno dedicati oltre alle problematiche sulla prevenzione del cancro al seno anche alle ripercussioni sul piano umano, psicologico e nutrizionale che il confinamento ha avuto e continua ad avere su tutti noi .

Riassumiamo qui il programma di riapertura, relativo al mese di giugno, che ricordiamo è dedicato alle donne di qualunque età, a titolo gratuito:

  • Visite senologiche.
  • Consulenza psicologica a sostegno delle donne in trattamento terapeutico per cancro al seno, alle donne con difficoltà emotiva di accettazione dei programmi di prevenzione, ai familiari delle donne suddette, alle persone con difficoltà a superare, per paura di contagio o per altri motivi, la fase di ritorno alla normalità post Covid. 
  • Consulenza sulla corretta alimentazione  per la formazione di un percorso personale di salute.
  • Concorso dedicato all’arte della cucina con gli avanzi (su questo avrete presto notizie più precise per la partecipazione).
  • Laboratorio teatrale: epidemia/il corpo mai visto prima.   

Il virus ha evidenziato gli aspetti più importanti e più a rischio della nostra salute, e su cui il Centro Amazzone, da più di vent’anni, conduce una battaglia culturale e sociale senza pausa e mezzi termini.

Ne ricordiamo qui alcuni: la cura e la valorizzazione del corpo, l’ambiente e la salute del pianeta, l’alimentazione, l’importanza dell’“altro” nella visione della vita individuale e sociale, il rispetto dei diritti umani.

Spetta a te essere protagonista di un sano processo di ricostruzione umana del presente e del futuro.

Precisiamo che l’accesso al Centro Amazzone avverrà secondo le prescrizioni anti-Covid. Obbligatoria la prenotazione per telefono o via e-mail.
Prenotazioni ed informazioni:
350.0342349 – 091.7407357
centroamazzone@gmail.com  

Al fine di superare le difficoltà economiche in cui trova il centro Amazzone e garantire la sua missione così speciale ed unica al mondo, ti invitiamo a destinargli il 5×1000 dell’IRPEF inserendo nell’apposita casella della dichiarazione dei redditi il codice fiscale dell’Associazione Arlenika Onlus:
0 4 2 4 0 7 2 0 8 2 3

Grazie!

Sono almeno 200 mila i pazienti che devono tornare in ospedale per visite e controlli.

 

Sono almeno 200 mila i pazienti oncologici che con l’allentamento del ‘lockdown’ e l’avvio della fase 2, devono tornare in ospedale per visite di controllo e accertamenti diagnostici. Numerosi pazienti si sono rivolti a Fondazione Aiom per ricevere informazioni, anche attraverso il sito e i canali social: il timore del rischio di contagio nelle strutture sanitarie è la domanda più frequente.
E a questo dubbio Fondazione Aiom è stata chiamata a fornire risposte, chiedendo quindi alle Istituzioni di adottare un decalogo di regole per garantire la ripresa in sicurezza di esami, visite e trattamenti antitumorali anche durante la fase 2.

 “Fino a ora – spiega la presidente Stefania Gori, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica all’IRCCS Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar – come Fondazione Aiom abbiamo invitato i pazienti e i caregivers a seguire le regole comportamentali dettate dal Ministero della Salute per evitare il contagio da nuovo Coronavirus.
Oggi la situazione sta, anche se lentamente, volgendo alla normalità e per le persone con tumore è indispensabile tornare a seguire le cure in ospedale in totale sicurezza. Deve essere ridotto al minimo il rischio di contagio e devono quindi essere mantenute le stesse procedure e regole previste nella fase 1.
Un paziente con tumore e test positivo per nuovo Coronavirus (tampone naso-faringeo) oppure con malattia Covid-19 non può infatti continuare il trattamento antitumorale. Ecco perché abbiamo lanciato un appello alle Istituzioni affinché facciano proprie le indicazioni del Decalogo predisposto da Fondazione Aiom insieme a molte Associazioni pazienti”.

1 – Percorsi differenziati per i pazienti oncologici rispetto ai pazienti affetti da COVID-19 negli ospedali in cui sono presenti sia reparti COVID che reparti/strutture oncologiche: questo significa anche sale operatorie e sale di diagnostica separate per pazienti positivi al test SARS-CoV-2.

2 – Personale sanitario dedicato ai pazienti con cancro, evitando che medici e infermieri utilizzati nei reparti COVID siano al contempo utilizzati anche nei reparti oncologici.

3 – Sorveglianza del personale sanitario. Effettuazione periodica, negli asintomatici, del tampone naso-faringeo per test SARS-CoV-2.

4 – Effettuazione del triage agli operatori sanitari prima dell’inizio di ogni turno lavorativo.

5 – Disponibilità dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) necessari a tutto il personale sanitario e non sanitario.

6 – Effettuazione del tampone naso-faringeo a tutti i pazienti oncologici prima del ricovero nelle degenze oncologiche per far sì che vengano ricoverati in questi Reparti solo i pazienti SARS-CoV-2-negativi.

7 – In assenza di particolari necessità, vietare le visite ai pazienti ricoverati nelle degenze oncologiche.

8 – Effettuare il triage a ogni paziente oncologico ambulatoriale: solo i pazienti asintomatici e senza conviventi SARS-CoV-2-positivi sono ammessi in Day Hospital/Ambulatorio.

9 – Vietare la presenza di familiari o accompagnatori nelle sale di attesa dei Day Hospital/ambulatori oncologici, se non strettamente necessario per motivi assistenziali,

10 – Attivazione di sostegno psicologico attraverso modalità telefoniche o telematiche.

Garantire strutture oncologiche COVID-free è un modo per evitare ai pazienti con cancro di poter essere contagiati in ambiente ospedaliero, l’ambiente in cui ogni giorno si recano per curare il loro tumore.


Scarica il documento originale in PDF:  
Decalogo Aiom

 Viaggio da
corso Alberto Amedeo a via dello Spirito Santo

Palermo, lunedì 11 gennaio 2016, ore 11

Nota di partenza. Non stiamo lasciando la sede del villino Basile perché la fine è arrivata. Ma perché secondo la filosofia del Progetto Amazzone bisogna sapere valutare e affrontare il momento opportuno in cui il viaggio ha bisogno di una nuova stazione.

Siamo state qui 16 anni, qui dove Ernesto Basile nel 1903 ha progettato, la prima volta in assoluto, uno spazio di cura dedicato ad una patologia, la tubercolosi. Ne abbiamo colto la luce e l’aria in questo piano basso segnato da 35 finestre. Lo abbiamo fatto lanciando la sfida ad una cultura della malattia impossibile ad essere interpretata e gestita soltanto dalla Medicina ed abbiamo fatto incontrare qui, i saperi scientifici ed umanistici provenienti dal Mito, dalla Scienza, dal Teatro. Qui abbiamo parlato di corpo, di utopia, di cielo, di mare, di clorofilla, di fiori, di psiche, di miti, di dolore e di teatro, abbiamo ascoltato le voci di Antigone, Cassandra, di Ulisse, tra i mormorii delle cellule, dei Geni, di parole come radioterapia, chemioterapia, metastasi.

Tra queste voci c’era anche quella del nostro Argo.

Qui abbiamo parlato di vita e di morte, abbiamo cantato.

Ci siamo sottratte all’insidia della “felicità” di un sistema di oppressione esterno come il consumismo e al gioco estenuante dei rapporti di potere.

Qui arte e malattia hanno ripreso insieme le radici del disagio dell’esistenza e della fragilità umana. Abbiamo lavorato al cambiamento con la pazienza e l’amore dell’artigiano sapendo che il grido, seppure abbia effetto miracoloso in questa nostra società, svuota il corpo se non viene da una richiesta antica: farsi ascoltare e raccontare. Senza racconto non c’è creatura precaria, debole, indifesa che possa aspirare ai diritti che le spettano e quindi fare parte del mondo. Crediamo che in fondo qui abbiamo tanto lavorato per far sì che il mondo apparisse nuovamente a chi credeva di averlo perduto.

Abbiamo qui pronunciato tanto la parola donna, non solo perché noi siamo donne e noi venute da noi migliaia di donne.

Nel cancro al seno c’è una questione culturale che deriva dalla nostra appartenenza alla civiltà mediterranea la cui mitologia supera i confini e il tempo. E in ciò coinvolge gli uomini, in quanto produttori di storia sì, ma anche come ammalati clandestini quando anche loro colpiti da cancro al seno hanno trovato riparo al Centro Amazzone.

Abbiamo santificato il mito dell’Amazzone non per quello che significa nella mentalità comune, ma per quello che nel profondo significa, per l’esempio straordinario di donna-guerriera giunto a noi, capace di usare il corpo come arma di cambiamento del destino. Nel soffio di questo mito siamo arrivate fino in Brasile, dove vive il gemello del Centro di Palermo che abbiamo creato andando incontro alle Amazzoni di oggi, alle donne strappate alle tribù della Foresta Amazzonica. E qui, nel giardino, resta seminato un seme di quella Foresta che abbiamo raccolto “clandestinamente” con le nostre mani e che lasciamo qui a protezione del diritto alla qualità umana di chiunque sia poggiato, per nascita, sul pianeta terra.

Qui giorno per giorno, anche d’agosto e feste comprese, non abbiamo mai tagliato il filo con il “mito” e soprattutto molte giovani dall’età non compresa nel formulario ministeriale hanno trovato diritto alla parola e asilo per la difesa del corpo dalla paura della morte.

Questo e tanto altro che può essere ancora detto, non può stare chiuso in una valigia e trasportato come un bene qualunque.

Tutto questo va ricreato ogni momento, ad ogni passo: niente di tutto ciò che qui abbiamo fatto ed evocato può dirsi concluso.

La cura della cultura e la cultura della cura vanno di pari passo col vissuto.

Infatti la ragione intrinseca al Centro Amazzone è esclusivamente progettuale e non è contemplabile nella forma di archivio.

Partiamo da qui perché l’attuale nostra stazione di corso Alberto Amedeo, ha bisogno di cure radicali e ci dispiace non poterlo fare proprio noi perchè non disponiamo più dei mezzi economici per farlo. Ci dispiace non poterlo fare allo stesso modo in cui l’abbiamo fatto in occasione dell’esondazione del Papireto presidiando giorno e notte l’accesso al fiume recluso tra le mura di recinzione interna dell’edificio.

Abbiamo resistito per tanti inverni, abbiamo cercato di sostenere l’attività finchè è stato possibile, anche se nessuno ha mai voluto credere che i fondi economici siano stati la parte più debole, infinitamente debole, diremmo irrisoria, del percorso del Centro Amazzone.

Quale sarà la nuova stazione?

Non lo sappiamo e non possiamo saperlo ora, proprio perché le stazioni non si trovano ma si costruiscono con il viaggio.

Vogliamo farlo insieme a tutti quelli che in un modo o nell’altro sono stati con noi dentro o fuori il Centro Amazzone, compreso gli amici che ci seguono dall’Europa, dal Brasile e dagli Stati Uniti e in particolare dal “Memorial Sloan Kettering Cancer Center” di New York dove continua la nostra storia attraverso il dipartimento d’avanguardia di Medicina Alternativa, ispirato al Progetto Amazzone.

Però diciamo ai nostri compagni di viaggio: attenzione, niente continuerà se non con lo spirito e con i presupposti di ciò che è stato fatto.

Grazie a tutti. Anna e Lina

Visite e consulenze

Visite senologiche, consulenza sull’alimentazione e lo stile di vita, consulenza psicologica e supporto alle pazienti sono servizi offerti al pubblico durante l’intero anno. Si svolgono esclusivamente visite senologiche, non mammografie ed ecografie, ma saremo felici di aiutarvi ad effettuare le prenotazioni.


Il tuo cinque per mille

Un piccolo impegno, per grandi risultati. Abbiamo aiutato migliaia di donne nella lotta contro il cancro al seno. Abbiamo bisogno del tuo aiuto per continuare. Sostienici con il 5 per mille! Basta inserire nell’apposita casella della dichiarazione dei redditi il codice fiscale del Centro Amazzone:
0 4 2 4 0 7 2 0 8 2 3

Grazie di cuore!

Le attività permanenti del Centro Amazzone
Il Centro Amazzone: la casa della salute delle donne (in via dello Spirito Santo al Monte di Pietà al Capo).

Tutte le donne hanno la possibilità di effettuare la visita senologica gratuita, di avere la consulenza sull’alimentazione e lo stile di vita, ma anche quella psicologica per la paziente e le famiglia. Poi anche informazione sui rischi ambientali, incontri medico-paziente e laboratori teatrali per pazienti e non.
Una prenotazione unica per più opportunità
– visita senologica;
– accesso agli esami e controllo dei referti diagnostici (mammografia, ecografia, esami di sangue…);
– consulenza sull’alimentazione e lo stile di vita;
– consulenza psicologica;
– informazione sui rischi ambientali;
– incontri medico-paziente;
– laboratori di coscienza corporea.
La pratica della prevenzione è un esercizio giornaliero fatto di scelte ponderate e responsabili che riguarda più fattori. Per questo il programma di prevenzione del Centro Amazzone coniuga insieme la diagnosi precoce con la prevenzione primaria.
La visita senologica non ha solo l’obiettivo della mammografia ma è il mattone fondamentale della prevenzione. Si tratta di scegliere il senologo e di stabilire un dialogo con lui (lei) indispensabile a condurre il calendario annuale degli esami e degli incontri e costruire una storia personale di “cura di sé”.

Riproduci video

Il Centro Amazzone è “la Casa della Salute” dove la storia della donna viene registrata, aggiornata e seguita passo passo con la presenza di professionalità dedicate: dal senologo, all’esperto dell’alimentazione, allo psicologo, all’esperto dell’ambiente, al coordinatore delle attività di coscienza corporea e così via.
L’età consigliata per la prima mammografia, in generale, è di 40 anni laddove non ci sono sintomi, ma il programma di prevenzione del Centro non ha limite di età, dedicato anche alle giovani che non rientrano nelle prescrizioni del Sistema Sanitario Nazionale. Si sa come il tumore al seno sia diventato sempre più curabile ma il numero di casi è aumentato notevolmente: 50.000 secondo le stime AIOM 2017.
Altro fattore importante che va associato alla “visita senologica” è la questione alimentare che è centrale nelle scelte quotidiane specialmente di una donna, sia per sé stessa che per la famiglia. L’esperta del Centro Amazzone accompagna le donne in tali scelte sia nella prevenzione che nel percorso terapeutico. Il programma di prevenzione e di sostegno delle pazienti include la consulenza psicologica anche per la famiglia, che deve imparare a convivere con una paziente oncologica. Questo servizio fa parte del “Progetto Lea” ed è aperto a tutte le patologie oncologiche femminili.
Il ventaglio di opportunità di protezione dal cancro al seno contiene ancora un programma di strategie di difesa degli elementi nocivi alla salute provenienti dall’ambiente (casa, posto di lavoro, città, campagna …) e i laboratori teatrali in cui imparare ad ascoltare il proprio corpo, a conoscerne le risorse profonde e ad utilizzarle nei momenti di crisi.
Potete prenotare la vostra visita o una consulenza, chiamando i numeri: 091.7407357, 350.0342349 oppure al 347.7255485 dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle 13.00.

Ringraziamo Maria Grazia Cucinotta per il suo sostegno alle Amazzoni!

 

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