𝑴𝒊𝒕𝒐 𝒆 𝒈𝒖𝒆𝒓𝒓𝒂: 𝒊𝒍 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒍𝒖𝒐𝒈𝒐 𝒅𝒊 𝒗𝒆𝒓𝒊𝒕à
Il programma di maggio si concentra su un nucleo tematico preciso: la 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 e le sue conseguenze, osservate a partire dallo sguardo e dall’esperienza delle 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞. Attraverso il 𝐭𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨, il progetto mette in relazione 𝐦𝐢𝐭𝐨 e contemporaneità per interrogare ciò che ancora oggi si ripete: la violenza, la perdita, il sacrificio imposto.
Due traiettorie attraversano il mese. Da un lato, la restituzione scenica di una città distrutta e della condizione di chi sopravvive alla guerra, dove il dolore non è solo memoria ma presenza attiva nel nostro tempo. Dall’altro, un percorso laboratoriale che indaga il tema del sacrificio, prendendo forma attraverso un lavoro progressivo sul corpo e sulla parola, fino ad una condivisione pubblica finale.
Il programma alterna così momenti performativi e spazi di ricerca, mantenendo come obiettivo centrale quello di costruire 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚: non una semplice fruizione, ma un coinvolgimento diretto, in cui il teatro diventa strumento per leggere il presente e riconoscere le dinamiche che attraversano ancora oggi le nostre vite.
𝑴𝒊𝒕𝒐 𝒆 𝒈𝒖𝒆𝒓𝒓𝒂: 𝒊𝒍 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒍𝒖𝒐𝒈𝒐 𝒅𝒊 𝒗𝒆𝒓𝒊𝒕à
Il programma di maggio si concentra su un nucleo tematico preciso: la 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 e le sue conseguenze, osservate a partire dallo sguardo e dall’esperienza delle 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞. Attraverso il 𝐭𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨, il progetto mette in relazione 𝐦𝐢𝐭𝐨 e contemporaneità per interrogare ciò che ancora oggi si ripete: la violenza, la perdita, il sacrificio imposto.
Due traiettorie attraversano il mese. Da un lato, la restituzione scenica di una città distrutta e della condizione di chi sopravvive alla guerra, dove il dolore non è solo memoria ma presenza attiva nel nostro tempo. Dall’altro, un percorso laboratoriale che indaga il tema del sacrificio, prendendo forma attraverso un lavoro progressivo sul corpo e sulla parola, fino ad una condivisione pubblica finale.
Il programma alterna così momenti performativi e spazi di ricerca, mantenendo come obiettivo centrale quello di costruire 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚: non una semplice fruizione, ma un coinvolgimento diretto, in cui il teatro diventa strumento per leggere il presente e riconoscere le dinamiche che attraversano ancora oggi le nostre vite.
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Alex Garraffa
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