Teatro
Teatro Studio Attrice/Non
Cassandra on the Road
testo
Lina Prosa
messinscena
Marion D'Amburgo e Lina Prosa
assistente alla messinscena
Maria Rosa Parello
con
Elena D'Angelo, Magda Vicari, Franca Zangara
progetto luci
Marcello D'Agostino
impianto luci
Piero Carelli
fonico
Giorgio Bongiorno
coordinamento
Anna Barbera
Lo spettacolo
Cassandra è una donna greca emigrata in America. Operaia alla CocaCola, è stata licenziata per avere predetto la "crisi" della fabbrica. Cassandra, come nell'Antichità, è destinata ancora una volta ad essere non creduta, rifiutata, emarginata. Nomade in terra straniera, vive tutte le contraddizioni della situazione. Né un rapporto d'amore, né un passaggio in autostop, né un ballo in discoteca, riescono a portare a compimento il suo cammino di donna: la condanna al nomadismo è proporzionale alla capacità che Cassandra ha di allungare lo sguardo oltre il visibile. Il vuoto di comunicazione che l'accerchia è altrettanto proporzionale alla violenza con cui ogni volta viene negata la sua parola. La scena prende vita da questa tremenda impossibilità di conciliazione che accompagna Cassandra nel rapporto con la realtà. La condanna è già nel passato. Uguale, preciso. La condanna è già nel presente. Uguale, preciso. La favola della profetessa punita da Apollo a non essere mai creduta e l'archetipo guerresco della Guerra di Troia, sono il seme ineliminabile di una riproduzione nel presente, di una difficoltà femminile che coincide ancora una volta con una società che conserva la logica della guerra. Nel cortocircuito tra passato e presente Cassandra intreccia femminilità e storia, dissenso e appartenenza, movimento e memoria, passando da un'Iliade "alta" dell'aristocratica Troia, ad una nuova Iliade, "bassa", americana, intrisa degli umori e dei misteri di un luogo simbolo della civiltà dei consumi: i Mercati Generali. Se nel passato Cassandra è figlia di Ecuba e Priamo, nel presente è figlia di un sorvegliante dei Mercati Generali. Luogo centrale della scena, essenziale, segnato da oggetti della quotidianità e da riferimenti di culto della modernità, è il mercato delle mele a cui è legata la sopravvivenza di due venditrici di mele, ovvero Coro residuo della tragedia greca. Da qui Cassandra riparte per lanciare la sua ultima profezia: il congelamento finale della nostra realtà-frigorifero.
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