Progetto Amazzone
Premio Susan Stansberg
2008
ad Hanna Schygulla Una donna, un’attrice: la forza di una natura umana ed artistica, tra le meno acquiescenti, nel mondo contemporaneo.
Hanna Schygulla ha rappresentato e rappresenta nel panorama cinematografico e della
cultura, il volto e il corpo dell’umanità che quando mostra i suoi eccessi, le sue
debolezze, le sue diversità, accende in ogni caso la passione e il coraggio di scendere
alla radice del disagio e del dolore che non concede sconti.
L’universo femminile delle sue interpretazioni restituisce nel superamento del limite
e del luogo comune la poesia capace di opporre un’altra sponda di senso e di emozione
alle false costruzioni sociali.
Il suo temperamento drammatico che ha attraversato gli anni più turbolenti e affascinanti
della cultura europea a partire dagli gli anni 70’ in poi, incrocia il percorso
del Progetto Amazzone portato per vocazione e senso di sfida a ricercare gli aspetti
autentici dell’animo umano.
Il premio rende omaggio alla figura di Susan Strasberg, l’attrice americana che
nel 1998, seconda edizione del Progetto Amazzone, testimoniò a Palermo la sua esperienza
di malattia in un incontro indimenticabile. Susan Strasberg morì di cancro al seno
all’età di 60 anni a New York solo due mesi dopo il suo passaggio a Palermo lasciando
a chi allora ebbe modo e fortuna di conoscerla un patrimonio di sensibilità, di
emozione e di filosofia di vita, che hanno arricchito il lungo percorso del Progetto
Amazzone.
Il premio Susan Strasberg viene assegnato ogni due anni, in occasione delle Giornate
Internazionali del Progetto Amazzone, ad una personalità del mondo artistico e culturale
che sa coniugare qualità umana, impegno personale e innovativo sguardo sulla realtà.
2006
a Muriel Mayette La prima donna Direttore de «La Comedie-Française» dal 1686, anno della fondazione dell’antica e prestigiosa Istituzione teatrale europea.
Il premio è destinato ad una figura femminile del teatro che coniugando qualità
umana, coraggio e impegno artistico, si pone all’attenzione in esperienze di grande
responsabilità personale e sociale.
La nomina di Muriel Mayette, attrice francese di profonda sensibilità umana e artistica,
alla guida della «Comedie-Française», è un momento straordinario del teatro europeo
ma anche della cultura quando è fondata sulla libertà e sulla parità. È ancora un
momento straordinario per quella società che crede nella centralità del teatro per
l’educazione, la formazione, l’evoluzione, quindi un teatro senza veti e divieti
capace di veicolare anche sensibilità, energia e pensiero femminile.
La vittoria di Muriel è la vittoria di chi crede che il crollo dei tabù e delle
divisioni, di cui senz’altro continuano ad essere penalizzate le donne, non è la
forzatura di un interesse di parte, ma la punta evidente di un sogno, di un bisogno,
di un dolore, che in fondo il teatro di sempre ha provato a cantare.


