Laboratorio Mediterraneo di Mito e Teatro
Il Laboratorio Mediterraneo di Mito e Teatro è un laboratorio itinerante costituito
da artisti e studiosi palermitani, francesi e spagnoli.
Il laboratorio ha l’obiettivo di riflettere sul rapporto tra mito e teatro per esplorare
la dimensione contemporanea di espressioni sociali e politiche dell’area mediterranea
dalle radici antiche.
La figura mitica su cui è stato costruito il primo itinerario è Ifigenia portatrice
del tema del sacrificio.
Itinerario già realizzato Palermo e Gibellina, marzo 2008
– Marsiglia settembre 2008 – Palermo/Progetto Amazzone 2008.
Prossima tappa Barcellona 29 giugno/2 luglio 2009.
Argomento dell’itinerario: “Ifigenia. Una donna in cambio del vento”
Perché parlare oggi di Ifigenia?
Forse non c’è una risposta all’ interrogativo, almeno non siamo noi a volerla dare.
E’ certo che siamo attratte da Ifigenia pur nell’anacronismo totale e il vento,
fenomeno atmosferico che caratterizza il mito della vergine greca, è il territorio
intrigante in cui rintracciare l’avventura del nostro tempo umano.
Il nucleo narrativo - la flotta di Agamennone non può salpare verso Troia
perché una bonaccia mai vista non consente ai Greci di cominciare la navigazione
e li costringe all’immobilismo.
Artemide per cambiare lo status quo chiede in cambio il sacrificio di Ifigenia figlia
giovanissima di Agamennone. Ifigenia viene sacrificata ma in extremis viene salvata
dalla stessa Artemide che la trasforma in cerva, animale a lei sacro.
Il sacrificio che da qui finisce per governare in maniera assoluta l’immaginario
collettivo si intreccia con altre suggestioni legate al sorgere della civiltà mediterranea.
Ci chiediamo: e se i nostri eroi greci non fossero mai partiti per Troia?
Ifigenia è anche il femminile legato agli elementi naturali.
Ancora oggi, in molti paesi, la Madonna, che il cristianesimo ha sostituito ad Artemide,
viene portata in processione per propiziare la pioggia o per scongiurare eventi
climatici portatori di catastrofi. Artemide era anche dea notturna, legata alla
luna, cacciava di notte, a lei era consacrata la verginità ma in alcuni paesi era
anche adorata come dea della fertilità, soprattutto nella Sicilia orientale. Insomma
una Maria, vergine e madre, capace di interferire con le forze della natura, di
governare il ciclo della vita.
La trasformazione di Ifigenia in cerbiatta in fondo è il completamento delle competenze
del duo Ifigenia/Artemide, il perfezionamento di un meccanismo di uscita dal corpo
abbandonato. E’ la finzione che si dà pelle, forse una prova generale della nascita
della Tragedia dove il sacrificio del caprone va a sostituire quello umano, passaggio
intermedio verso l’evoluzione finale della forma teatro in cui l’attore occupa definitivamente
il centro della scena.

